Nato da una famiglia di fotografi e artisti, fin da bambino iniziai a scattare le mie prime fotografie e a guardare il mondo con occhi diversi, a metterlo a fuoco, per cercare di vedere ciò che gli altri non riuscivano a vedere.

Ero molto attratto dalle foto tessere, in studio venivano a farsi fotografare quasi tutte le persone del paese. I loro volti mi incantavano, le loro espressioni così innaturali, la posa che prendevano per offrire la migliore immagine di se mi faceva sorridere, quesi volti ripresi a distanza ravvicinata mi apparivano piatti, anonimi, stavano per diventare facce da esporre su una carta d’identità o su un qualsiasi documento di riconoscimento.

Per questo mi sono appassionato al ritratto fotografico, proprio per cercare di scovare quell’espressione che singolarizzi il soggetto, che lo mettesse a nudo nella sua ecceità.

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